Roma Sparita - La cecala d'oggi

La cecala d’oggi

La cicala
Una Cecala,che pijava er fresco
all’ombra der grispigno e de l’ortica,
pe’ da’la cojonella a ‘na Formica
cantò ‘sto ritornello romanesco:
– Fiore de pane,
io me la godo, canto e sto benone,
e invece tu fatichi come un cane.
– Eh!da qui ar bel vedé ce corre poco:
– Rispose la Formica –
nun t’hai da crede mica
ch’er sole scotti sempre come er foco!
Amomenti verrà la tramontana:
commare,stacce attenta…-
Quanno venne l’inverno
la Formica se chiuse ne la tana;
ma,ner sentì che la Cecala amica
seguitava a cantà tutta contenta,
uscì fòra e je disse: – Ancora canti?
ancora nu’la pianti?
– Io? – fece la Cecala – manco a dillo:
quer che facevo prima faccio adesso;
mo’ciò l’amante:me mantiè quer Grillo
che ‘sto giugno me stava sempre appresso.
Che dichi?l’onestà?Quanto sei cicia!
M’aricordo mi’nonna che diceva:
Chi lavora cià appena una camicia,
e sai chi ce n’ha due? Chi se la leva.

Trilussa (1922)

7 Responses

  1. sempre attuale…anche dopo 90 anni!

  2. Attualissima. Purtroppo tutta al contrario rispetto a quella di “La fontaine”.

  3. Trilussa sempre caustico nelle sue parole.

  4. Purtroppo e’ vero, in questo nostro paese di ladri e voltagabbana, l’onesta’ e il sacrificio non pagano!!!!!

  5. Se poi qualcuno se ne accorge si può sempre dire che quella senza la camicia è la nipote di Mubarak

  6. che mascalzone quel grillaccio, un vero mascalzone! Se fosse stato,magari, un “femminiello”, tanto tanto,ma a una piccola cicala….vero delinquente. fargli togliere la camicia…ma andiamo.

  7. questo è TRILuSSA, un bravo ha Sabrina. Ora mi rivolgo a quei 2563 “mi piace”,adesso capite la differnza?

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