Roma Sparita - Er trasporto funebre

Er trasporto funebre

NUMERO ARCHIVIAZIONE 12-A-01-13

NUMERO ARCHIVIAZIONE 12-A-01-13


Sicuro, fu cusì. Lui ritornava
Dar facocchietto dove sta a garzone;
Quanno stiede davanti a la Stazione,
Vedde un legno scoperto che scappava.

Para!… Para!… Gnisuno lo parava.
C’erano drento cinque o sei persone,
Lui agnede pe’ fermallo; ma er timone
Punf! je sbatté in petto… E ce restava.

E mo je fanno l’accompagnamento.
Senti la banda? Quante Società!…
Guarda che carro!… Pare un monumento!

Madonna! quanta gente… Che sfilata!…
Annamo pure noi. — Poco me va. —
E annamo che sentimo ‘na sonata.

Cesare Pascarella

4 Responses

  1. In questo ed altri sonetti di Pascarella c’è tutto il pragmatismo (ma qualcuno direbbe il cinismo) del popolo romano, che anche nelle circostanze più drammatiche non si perde in sterili sentimentalismi, ma bada al sodo e cerca di coglierne gli aspetti positivi.

    ER TERNO
    ———-
    Ecco er fatto. Lo prese drent’al letto,
    Dove stava in campagna in un casino;
    Je siggillò la bocca cór cuscino,
    E j’ammollò ‘na cortellata in petto.

    Dunque, ferita all’undici; ce metto
    Uno, er giorno; quarantatré, assassino:
    Vado giù da Venanzio er botteghino
    Ar Popolo e ce butto un pavoletto.

    A l’estrazione, sabeto passato,
    Ce vie’ l’ambo; ma invece de ferita
    M’esce settantadue: morto ammazzato.

    Ma guarda tante volte er Padreterno
    Come dà la fortuna nella vita!
    Si l’ammazzava ce pijavo er terno.

  2. E un altro esempio:
    ” Li pajacci

    Si me ce so’ trovata, sor Ghetano?
    Quanno vennero giù stavo lì sotto.
    Faceveno er trapeso americano:
    quanno quello più basso e traccagnotto,

    facenno er mulinello, piano piano,
    se mésse sur trapeso a bocca sotto,
    areggenno er compagno co’ le mano.
    Mentre stamio a guardà, tutt’in un botto

    se rompe er filo de la canoffiena,
    punfe! cascorno giù come du’ stracci.
    Che scena, sor Ghetano mio, che scena!

    Li portorno via morti, poveracci!
    Sur sangue ce buttorno un po’ de rena,
    e poi vennero fòra li pajacci.”

    (Cesare Pascarella)

  3. Anche “Li giornalisti” e “Cose der monno” esprimono lo stesso tipo di atteggiamento.

  4. Avatar Baldo ha detto:

    Salve, cerco analogie e legami tra Pascarella e Flaiano, in particolare se la poesia “Scandalo al party” di Flaiano, sia stata ispirata da una opera di Pascarella.

    Grazie e complimenti per il vostro lavoro per Roma

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