Er peracottaro

Il venditore di pere cotte, va attorno nelle ore afose del caldo, cantando con voce stentorea una lunga filastrocca di parole per attirare i compratori. Ma comunemente grida:

— So’ ccanniti le péra côtte bbônee!

A’ miei tempi eranvene alcuni che alla voce stupenda accoppiavano la virtù d’improvvisare versi, lodanti la loro merce, e, appropriandoli al primo che s’imbatteva sulla loro strada, un frate, una monaca, un paìno, ecc.

— Cé l’avémoo visto méttee ér zucchero, le peracottee bbònnee calle calle; per un sòrdo, callee!

Ovvero:

— Le peracotte calle, a quer paìno,
Che ccià ’na panza com’un violino,
je farebbeno mejo de la manna,
ma pperò ccià una fame che sse scanna;

E, poveraccio, ha vvoja a rimirallee
Le peracotte bbône, calle callee!

Luigi Zanazzo
Tratto da “Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma / Giggi Zanazzo; Collezione: Tradizioni popolari romane”1908
Aggiunta da Loredana Diana

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