Roma Sparita - Maschere Romane: Rugantino

Maschere Romane: Rugantino

Rugantino
Rugantino è una maschera nata verso la fine del 1700 da un autore sconosciuto. Vestito inizialmente con il costume del birro, ovvero della guardia civica dell’epoca, impersona il popolo romano, sconclusionato e attaccabrighe. Rugantino è lo spaccone per eccellenza, colui che usa la lingua come unica arma, finendo sempre per subire la reazione di chi ha importunato, ma non pentendosi mai dell’azione compiuta. Una frase riassume il suo carattere: “Me n’ha date, ma je n’ho dette!”.
Il costume tradizionale di Rugantino comprende un alto cappello da gendarme, il frac rosso, il panciotto, i calzoni rossi, ed è completato da calze bianche a strisce orizzontali.
Nel 1830 il personaggio fece la sua prima comparsa nel teatro delle marionette a Villa Borghese, animato da Gaetano Santangelo, detto Ghetanaccio. Il burattinaio si identificava con Rugantino stesso, attraverso una satira feroce. Con il suo castelletto se ne andava in giro nelle principali piazze romane dando vita a spettacoli che prendevano di mira le alte cariche militari, politiche e religiose dell’epoca, incurante dei divieti a lui imposti. Una volta, dopo aver sbeffeggiato in pubblico un personaggio illustre, gli venne sequestrato tutto il materiale necessario al suo lavoro e fu costretto a chiedere udienza a un alto prelato per poter riavere indietro quanto sottratto. Anche in quell’occasione non si smentì e, quando il Monsignore gli disse di trovarsi un lavoro più faticoso, egli replicò chiedendo un abito talare anche per sé.

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