Curiosità Archivio - Pagina 2 di 3 - Roma Sparita | Storia e Cultura

Category: Curiosità

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Antichi mestieri: Lo Zampognaro

Antichi mestieri: Lo Zampognaro

Il giorno di Santa Caterina, il 25 novembre, dall’Abbruzzo, ma anche dal Lazio, Campania, Lucania, Calabria e perfino dalla Sicilia arrivavano a Roma gli zampognari a riempire l’aria delle loro melodie in attesa del Natale. Il loro abbigliamento tipico era caratterizzato da pantaloni corti, giacca di fustagno, ampio mantello o un pelliccione, berretto a calza con fiocco e cioce ai piedi. Solitamente arrivavano in coppia o in trio, il più anziano con la zampogna vera e propria, un altro con la ciaramella o altri strumenti a fiato e un altro ancora con il canto e tradizionalmente si trattava di pastori o contadini che si trasferivano temporaneamente in città per il periodo natalizio. Continua a leggere…

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Quanno s’incoronava un Papa

Er giorno e ttutti l’inniversari de l’incoronazione der papa, er guverno passava un grosso de limòsina a quarsesia poverello sii omo o sii donna, che sse fussi presentata in der cortilone der Bervedé ar palazzo der papa a Ssan Pietro.

Le donne gravide o cco’ li fiji, invece d’un grosso, pijaveno un pavolo

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Idi di marzo

Il 15 marzo del 44 a.C. Caio Giulio Cesare viene assassinato da un gruppo di senatori romani. Svetonio racconta che dopo il delitto “Si decise di murare la Curia in cui fu ucciso, di chiamare Parricidio le Idi di marzo e che mai in quel giorno il Senato tenesse seduta.”

La Morte di Cesare di Vincenzo Camuccini

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J.W. Goethe – Viaggio in Italia: Il Carnevale – I Moccoli

Il martedì grasso si era soliti concludere il carnevale con la battaglia dei moccoletti. Ciascuno si muniva di un moccolo, ovvero di una candela accesa racchiusa in un paralume di carta, e cercava di spegnere quello di chi gli stava vicino. Guai a farsi spegnere il moccolo: si sarebbe stati alla mercé di ingiurie di ogni tipo a cui però non si sarebbe potuto replicare.
Goethe ci descrive così questa usanza:

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La benedizione degli animali

LA BENEDIZIONE DEGLI ANIMALI
Il 17 gennaio davanti alla chiesa di Sant’Antonio Abate, in Via Carlo Alberto, proprio vicino alla Basilica di Santa Maria Maggiore, si svolgeva una festa molto particolare: la benedizione degli animali. In un mondo in cui fortissimo era il legame tra uomini e animali, in cui dal benessere di questi ultimi dipendeva anche la prosperità o meno di intere famiglie, non deve certo sorprendere che ci fosse un giorno dedicato proprio alla benedizione di tutti gli animali. “Porci, somari, pecore, cavalli […] pieni di fiocchi bbianchi e rrossi e gialli”, secondo la descrizione che ce ne da il Belli, si confondevano con lussuose carrozze di principi e cardinali, trainate da cavalli sontuosamente agghindati. Una gran festa di uomini e animali insomma, come testimoniano i dipinti ispirati a questo evento

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La Festa della Befana

Il giorno della Befana, il giorno di “Pasqua Bbefanìa” come si diceva ancora fino alla fine dell’800 quando tutte le feste venivano definite con la parola “Pasqua”, era uno dei momenti più attesi a Roma, da grandi e piccini. Era infatti la Befana l’unica e sola dispensatrice di doni e la notte tra il 5 e il 6 gennaio era la notte magica della vecchietta a cavallo della scopa che passava di casa in casa a lasciare i doni (Babbo Natale è un’importazione del dopoguerra).

Befana deriva dalla parola Epifania, storpiata in Beffania e alla fine Befana, che significa apparizione, ed è legata alla visita dei Magi a Gesù. Secondo una leggenda una sera tre uomini riccamente vestiti bussarono alla porta della casa di una vecchietta e le chiesero la strada per Betlemme. La vecchietta indicò loro la strada e i tre signori, i Re Magi, le chiesero di seguirli per andare a rendere omaggio al Bambino Gesù. La vecchietta declinò l’invito dicendo che aveva troppe cose da fare ma  si pentì subito di non averli seguiti e uscì in cerca dei tre uomini bussando ad ogni porta e lasciando doni ad ogni bambino che trovava nella speranza che fosse Gesù. (Continua a leggere…)

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Le Ottobrate Romane

Le Ottobrate Romane

Ottobre è il mese della vendemmia, del vino e delle giornate ancora belle. Tutti questi elementi insieme lo resero un mese caro ai Romani per le loro scampagnate domenicali fuori porta. Il luogo principale in cui ci si recava era Testaccio. Fin dalla fine del Seicento, proprio a ridosso delle pendici di questo monte artificiale, erano state ricavate delle grotte all’interno delle quali la temperatura era ottima per la conservazione del vino.

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Antichi mestieri: il Carnacciaro

ANTICHI MESTIERI: IL CARNACCIARO
Tra gli antichi mestieri che esistevano, e che ora sono scomparsi, c’era il carnacciaro, o anche detto carnicciaro o carnecciaro, ovvero il venditore ambulante di carne per gatti.
La carnaccia altro non era che scarti di macelleria costituiti da polmoni, trippa e interiora, lessati e tagliuzzati che veniva venduta ai padroni dei gatti di casa o a chi si preoccupava di sfamare i gatti randagi
Il Carnacciaro passava per le vie della città nelle prime ore della mattina, portando in equilibrio sulla spalla un bastone ricurvo su cui ciondolava la mercanzia. Non aveva certo bisogno di essere annunciato: bastava un semplice fischio, che i romani chiamavano “sordino”, e i gatti e i cani, già di vedetta, accorrevano abbaiando e miagolando e avvisando quindi il padrone dell’arrivo del venditore. Un pezzo di carne costava un bajocco.
Il Carnacciaro vendeva anche gatti, che teneva in una speciale borsa a tracolla. I gatti erano molto richiesti nelle case per tener lontano i topi dalle dispense e per il carnacciaro non era certo difficile catturare i gatti che si avvicinavano per l’odore della sua carne.
Alcuni cronisti ricordano che questa attività venne svolta fino al 1944.
Oggi il carnacciaro è stato sostituito dalle gattare che si occupano delle numerose colonie feline della città di Roma

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La Festa de’ Noantri

Nel pieno dell’estate c’è una festa antica che anima le vie di Trastevere, è la festa de’ Noantri. Già il nome denota il fortissimo attaccamento dei Trasteverini a questa festa: Noantri è proprio “Noi altri” in contrapposizione a “Voi altri”, ovvero a tutti coloro che vivono in altri quartieri, è quindi una festa speciale del Rione.
Le origini della festa sono molto antiche, almeno a partire dal 1535, e sono avvolte in un alone di leggenda.

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Il Carnevale Romano

“Il Carnevale di Roma non è precisamente una festa che si offre al popolo, ma una festa che il popolo offre a se stesso” (Goethe)
Con queste parole Goethe definisce la particolarità dei festeggiamenti del carnevale romano, che colpiva sempre molto profondamente tutti gli stranieri che assistevano a questi giorni di follia, anche da semplici spettatori, cogliendo appieno il carattere più speciale di questa festa caratterizzata da una fortissima partecipazione popolare. (continua)