Letteratura Archivio - Pagina 3 di 4 - Roma Sparita | Storia e Cultura

Category: Letteratura

14

Visita a San Pietro

E’ bella Roma, tanto bella che, giuro, tutto il resto mi par niente di fronte a lei. Quando sarete qui, perchè già mi pare di vedervi qui con me, quale impressione credete vi darà la prima apparizione di San Pietro? Nessuna. niente mi ha sorpreso tanto di fronte alla più bella cosa che ci sia nell’universo, quanto di non provare sorpresa alcuna; si entra in quest’edificio del quale ci si è fatta un’idea così smisurata, è semplicissimo. Non ci si accorge della sua enorme estensione se non epr paragone, quando, ammirando una cappella, a parte rei, vi accorgete che è grande come una cattedrale; o quando, misurando una figura grottesca messa lì ai piedi di una colonna, le trovi il pollice grosso come il tuo polso. (Continua a leggere…)

21

Mastro Titta, il boia di Roma

Esordii nella mia carriera di giustiziere di Sua Santità, impiccando e squartando a Foligno Nicola Gentilucci, un giovinotto che, tratto dalla gelosia, aveva ucciso prima un prete e il suo cocchiere, poi, costretto a buttarsi alla macchia, grassato due frati. Giunto a Foligno incominciai a conoscere le prime difficoltà del mestiere: non trovai alcuno che volesse vendermi il legname necessario per rizzare la forca e dovetti andar la notte a sfondare la porta d’un magazzino per provvedermelo.

0

Amore per Roma…

Egli, guardando, non aveva un pensiero determinato ma un confuso viluppo di pensieri; e gli occupava l’anima un sentimento soverchiante ogni altro: il pieno e vivace risveglio del suo vecchio amore per Roma, per la dolcissima Roma, per l’immensa augusta unica Roma, per la città delle città, per quella ch’è sempre giovine e sempre novella e sempre misteriosa, come il mare

0

Villa Borghese – Antonio Baldini

38 all’ombra! La cortese immaginazione trova modo di ristorarsi pensando a Villa Borghese.
L’ombra e la frescura di quei boschetti e viali, lo sprazzo di quelle fontane e degli innaffiatoi, gli archi di verdura che imbrunano i marmi dei tempietti e dei monumenti, mi stanno così fitti nella memoria e nel desiderio che s’io fossi pittore troverei molto sollievo a ridipingerli così come l’immaginativa me li suggerisce. […]

0

Le Terme di Caracalla – Stendhal

Avendo finito di visitare il Foro, siamo andati a vedere stamattina le rovine delle Terme di Caracalla che si trovano in città, cioè dentro la cinta delle mura. Abbiamo percorso tre quarti di lega, e durante l’ultima mezz’ora abbiamo camminato in mezzo a vigne e colline lontano da ogni abitazione. Dopo avere oltrepassato il Campidoglio e il Colosseo, abbiamo seguito le rovine delle mura di Romolo, quindi abbiamo visto le rovine del Circo Massimo e siamo risaliti lungo le il rigagnolo dell’Acqua Crabra (vedi nota in calce); infine siamo arrivati alle enormi mura di mattoni, meta del nostro viaggio.

3

L’invasione degli storni – Italo Calvino

C’è una cosa straordinaria da vedere a Roma in questa fine d’autunno ed è il cielo gremito d’uccelli. Il terrazzo del signor Palomar è un posto d’osservazione, da cui lo sguardo spazia sopra i tetti per un’ampia cerchia d’orizzonte. Di questi uccelli, egli sa solo quello che ha sentito dire in giro: sono storni che si raccolgono a centinaia di migliaia, provenienti dal Nord, in attesa di partire tutti insieme per le coste dell’Africa….continua a leggere

7

I Carrettieri a vino – Massimo d’Azeglio

“Nel loro aspetto, ne’ loro atti, nel modo di stare, d’andare, di atteggiarsi, è un’espressione altiera, una sicurezza orgogliosa, che in nessun popolo del mondo m’è accaduto d’incontrare… Se li trattate alla pari, vi trattano bene anche loro. Ma, a voler guardarli d’alto in basso, si ricordano d’essere loro i Romani veri.

17

“L’uomo che rubava il Colosseo” di Gianni Rodari

Una volta un uomo si mise in testa di rubare il Colosseo di Roma, voleva averlo tutto per sé perché non gli piaceva doverlo dividere con gli altri. Prese una borsa, andò al Colosseo, aspettò che il custode guardasse da un’altra parte, riempì affannosamente la borsa di vecchie pietre e se le portò a casa. Il giorno dopo fece lo stesso, e tutte le mattine tranne la domenica faceva almeno un paio di viaggi o anche tre, stando sempre bene attento che le guardie non lo scoprissero. La domenica riposava e contava le pietre rubate, che si andavano ammucchiando in cantina. (continua …)

1

I Tetti di Roma

La forma vera della città è in questo sali e scendi di tetti, tegole vecchie e nuove, coppi ed embrici, comignoli esili o tarchiati, pergole di cannucce e tettoie d’eternit ondulata, ringhiere, balaustre, pilastrini che reggono vasi, serbatoi d’acqua in lamiera, abbaini, lucernari di vetro, e su ogni cosa s’innalza l’alberature delle antenne televisive, dritte o storte, smaltate o arrugginite, in modelli di generazioni successive, variamente ramificate e cornute e schermate, ma tutte magre come scheletri e inquietanti come totem.