Roma Sparita | Storia e Cultura - Pagina 10 di 32 - «Un popolo che non conosce il proprio passato, origine e cultura è come un albero senza radici» (Marcus Garvey)

Roma Sparita | Storia e Cultura

14

Il Tesoro di Via Alessandrina

Il Tesoro di Via Alessandrina
Il 22 febbraio del 1933 nel corso della demolizione di un caseggiato al 101 di Via Alessandrina, per la realizzazione di quella che è oggi Via dei Fori Imperiali, accadde un fatto clamoroso: un manovale fece cadere, con una picconata, una lastra di ferro nascosta da una doppia fila di mattoni e da questo foro cominciarono a fuoriuscire monete d’oro e gioielli.

12

Rigatoni a buro e parmigiano co’ l’asparaci

RIGATONI A BURO E PARMIGIANO CO’ L’ASPARACI
Aldo Fabrizi

Co’ tutti l’alimenti adurterati
lo stommico oramai nun cià più scampo
e pe’ chi soffre d’acido cor crampo,
‘sti Rigatoni so’ li più indicati.

L’asparaci, sia quelli cortivati
che quelli communissimi de campo,
se sciacqueno e s’allesseno in un lampo
pe’ nu’ scolalli mezzi sderenati.

Le punte magnarecce, quelle molle,
infarinate e all’ovo, le friggete
durante er tempo che la Pasta bolle.

E poi, si l’acqua pe’ li Rigatoni
se sala co’ du’ dadi, sentirete
si quanto ve riescheno più bòni

1

Sepolcro dei Platorini

Sepolcro dei Platorini

Durante i lavori per la realizzazione dei muraglioni del Tevere, a monte di Ponte Sisto, a ridosso dei giardini della Farnesina, vennero alla luce i resti di un sepolcro romano. In un primo momento, stranamente, nessuno sembrò interessarsi a questo monumento, forse credendolo già depredato e vuoto. Di fatto fino al momento in cui si provvide a smantellare la sepoltura non ci si rese conto che era intatta e inviolata. Probabilmente la sepoltura si salvò perché rimase nascosta dalla sopraelevazione del terreno ad opera della realizzazione delle Mura Aureliane. La tomba non fu distrutta dalle mura ma risparmiata, in quanto luogo sacro. Questo fino alla sua messa in luce tra il 1879-1880.
(continua a leggere)

3

Er medico m’ha detto

ER MEDICO M’HA DETTO
Aldo Fabrizi

Commenda caro, è duopo che lo dica
ma l’italiano, escluso il proletario,
pappa tre volte più del necessario,
sottoponendo il cuore a ‘na fatica.

10

La verità

LA VERITA’
Trilussa

La Verità che stava in fonno ar pozzo
Una vorta strillò: – Correte, gente,
Chè l’acqua m’è arivata ar gargarozzo! –
La folla corse subbito
Co’ le corde e le scale: ma un Pretozzo
Trovò ch’era un affare sconveniente.
– Prima de falla uscì – dice – bisogna
Che je mettemo quarche cosa addosso
Perchè senza camicia è ‘na vergogna!
Coprimola un po’ tutti: io, come prete,
Je posso dà’ er treppizzi, ar resto poi
Ce penserete voi…

– M’assoccio volentieri a la proposta
– Disse un Ministro ch’approvò l’idea. –
Pe’ conto mio je cedo la livrea
Che Dio lo sa l’inchini che me costa;
Ma ormai solo la giacca
È l’abbito ch’attacca. –

Bastò la mossa; ognuno,
Chi più chi meno, je buttò una cosa
Pe’ vedè’ de coprilla un po’ per uno;
E er pozzo in un baleno se riempì:
Da la camicia bianca d’una sposa
A la corvatta rossa d’un tribbuno,
Da un fracche aristocratico a un cheppì.

Passata ‘na mezz’ora,
La Verità, che s’era già vestita,
S’arrampicò a la corda e sortì fôra:
Sortì fôra e cantò: – Fior de cicuta,
Ner modo che m’avete combinata
Purtroppo nun sarò riconosciuta!

4

Lasagne ar biondo Tevere

LASAGNE AR BIONDO TEVERE
Aldo Fabrizi

‘Sto piatto è proprio ‘na consolazione;
‘gni gracioletto rissomja a ‘na fravola
che appena messo in bocca ve se sfravola
come si fusse panna ar zabbaione.

8

Li Giochi

Li Giochi
Aldo Fabrizi

Li giochi de l’infanzia popolana
ereno: Spaccapicchio, Bottonella,
Morè, Tre-Tre-Giù-Giù, Nisconnarella,
Quattro cantoni, Buzzico, Campana,…….

182

Li carciofoli a’ la giudìa

Li carciofoli a’ la giudìa

Quattro carciofoletti a’ la giudia
fritti dorati, bionni, scrocchiarelli
so’ stati sempre la passione mia,
cento vorte più mejo de cervelli.

Io benedico Sare e Samuelli
ch’hanno inventato ‘sta ghiottoneria,
che’ so’ proprio ‘na vera sciccheria
pe’ chi vò rillegrasse li budelli.

E me ne faccio certe padellate
da fa’ paura; e poi piano pianino
me li sciroppo come un padre abbate.

Quanno a’ la fine, poi, me sento sazzio,
ce manno sopra un ber bicchiere d vino,
‘na fumata… e Signore t’aringrazzio!

di Spinola Antonio (1882 – 1952)

1

Er venditore de pianeti

Er venditore de pianeti
Trilussa
È un poverello co’ la barba bianca,
che va con una manica in saccoccia
pe’ fa’ distingue er braccio che je manca.
Gira con una scatola e una boccia
dove c’è drento un diavolo de vetro
co’ du’ cornette in cima a la capoccia.
Succede che la gente
passa senza fa’ caso ar poverello,
ma, a vede er giocarello, torna addietro,
se ferma, s’avvicina, s’ariduna,
e tenta la fortuna……….

75

Santa Pupa

SANTA PUPA

A Roma c’è una Santa preposta alla protezione dei bambini: Santa Pupa.

I pupi sono i bambini e questa santa infatti la si ringrazia soprattutto quando i piccoli scampano a qualcosa di pericoloso, una brutta caduta, un grande spavento. In realtà è una santa inesistente e non compare nei martirologi cristiani. Ma la fede nelle sue capacità è stata talmente forte nella cultura popolare che questa figura è stata santificata. Probabilmente questa santa racchiude in sé tutta una serie di divinità romane, pagane, che erano invocate per la protezione e la cura dei bambini: la dea Edusa per far mangiare i bambini inappetenti; la dea Cuba per farli dormire; la dea Pavenzia per fargli superare gli spaventi e altre divinità minori. Tutti i momenti dalla nascita ai primi vagiti, primi passi, sonno, veglia, cibo, erano sotto la tutela di divinità chiamate in aiuto. Tutte queste figure divine si sono poi fuse in Santa Pupa.